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Un hacker paladino della sicurezza su Facebook


Le cronache dell’ultimo periodo sono piene di notizie dedicate ad hacker e criminali informatici di ogni tipo, dediti ad attività illecite e soprattutto convinti assertori della libertà ad ogni costo sul web; come noto, a farne le spese sono state aziende del calibro di Sony, Sega, Bethesda ecc ecc.

Questa volta però pare che Reda Cherqaoui, esperto informatico marocchino e aspirante “paladino del web”, nel violare circa 80 mila account di Facebook abbia veramente voluto agire in buona fede, dimostrando così, sempre secondo quanto si apprende, che il protocollo HTTPS scelto dal famoso Social Network per la navigazione sicura in realtà faccia acqua da tutte le parti.   


Un’azione eclatante ancorchè illegale è sicuramente da stigmatizzare a prescindere; c’è però da segnalare che Reda ha al suo attivo altre importanti segnalazioni, poi puntualmente verificate, ma cosa ancora più meritoria, non ha utilizzato per le sue azioni nessuno pseudonimo vigliacco o megalomane, bensì il semplice nome proprio.

Facebook non ha al momento rilasciato comunicazioni ufficiali in merito alla vicenda; certo è che se il lavoro di Reda dovesse essere confermato, la figura di supereroe del web potrebbe davvero essere il suo futuro…

Un hacker paladino della sicurezza su Facebook


Le cronache dell’ultimo periodo sono piene di notizie dedicate ad hacker e criminali informatici di ogni tipo, dediti ad attività illecite e soprattutto convinti assertori della libertà ad ogni costo sul web; come noto, a farne le spese sono state aziende del calibro di Sony, Sega, Bethesda ecc ecc.

Questa volta però pare che Reda Cherqaoui, esperto informatico marocchino e aspirante “paladino del web”, nel violare circa 80 mila account di Facebook abbia veramente voluto agire in buona fede, dimostrando così, sempre secondo quanto si apprende, che il protocollo HTTPS scelto dal famoso Social Network per la navigazione sicura in realtà faccia acqua da tutte le parti.


Un’azione eclatante ancorchè illegale è sicuramente da stigmatizzare a prescindere; c’è però da segnalare che Reda ha al suo attivo altre importanti segnalazioni, poi puntualmente verificate, ma cosa ancora più meritoria, non ha utilizzato per le sue azioni nessuno pseudonimo vigliacco o megalomane, bensì il semplice nome proprio.

Facebook non ha al momento rilasciato comunicazioni ufficiali in merito alla vicenda; certo è che se il lavoro di Reda dovesse essere confermato, la figura di supereroe del web potrebbe davvero essere il suo futuro…

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  1. postato da guedado

 

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